Missione parlamentare in Algeria, il report dettagliato

La delegazione parlamentare italiana al Senato algerino, accompagnati dai parlamentari algerini (31/05/22)

Esiti della missione ad Algeri (29 maggio – 1 giugno 2022)

Una delegazione della III Commissione, guidata dal Presidente Piero Fassino e composta dagli onorevoli Francesco Berti (M5S), Gennaro Migliore (IV), Andrea Delmastro delle Vedove (FdI) ed Alessandra Ermellino (Misto – Centro democratico), si è recata in visita ad Algeri su invito dell’omologo Presidente della Commissione Affari esteri, cooperazione ed emigrazione dell’Assemblea Popolare Nazionale, Mohammed Hani.

La missione si è collocata nel contesto del deciso rafforzamento delle relazioni di amicizia tra Italia ed Algeria nell’impegno comune per la pace e la stabilità del Mediterraneo e per la sicurezza regionale e con particolare riferimento ai temi della crisi energetica ed alimentare derivanti dal conflitto russo-ucraino.

Dopo lo scambio di visite tra i due Capi di Stato (svolte nel novembre 2021 e nel maggio 2022) e la missione congiunta del Presidente del Consiglio Draghi e del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Maio dell’aprile 2022 e anche in vista del Vertice intergovernativo e del Forum economico previsti a luglio ad Algeri, la missione della III Commissione è stata finalizzata alla costruzione di un partenariato strategico tra le Commissioni omologhe, come emerge anche dalla Dichiarazione comune siglata dai Presidenti Fassino e Hani al termine della visita.

Al centro dei colloqui avuti dalla Delegazione i principali temi di interesse comune: le conseguenze energetiche e alimentari della crisi ucraina, le strategie per dare stabilità al Mediterraneo, il rilancio della cooperazione euromediterranea, una comune politica migratoria, le azioni per salvaguardare il bacino mediterraneo dal climate change, il rafforzamento della cooperazione bilaterale, da affrontare sia in sede bilaterale sia nelle sedi parlamentari multilaterali della cooperazione euro-mediterranea.

L’agenda di incontri, durante la quale la Delegazione ha potuto contare sul costante accompagnamento e supporto del Presidente ospitante Hani, ha comportato sessioni a porte chiuse con il Presidente dell’Assemblea Popolare Nazionale, Ibrahim Boughali, con il Presidente del Consiglio della Nazione, Salah Goudjil, con la Commissione degli Affari Esteri, della cooperazione e dell’emigrazione dell’APN e con i membri del gruppo parlamentare d’amicizia Algeria-Italia, nonché con il Presidente della Commissione degli Affari Esteri del Consiglio della Nazione, Abdelmadjid Benkaddache. Sul versante governativo la delegazione ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri e della Comunità Nazionale all’Estero, Ramtane Lamamra, il Ministro delle Micro-imprese, Nassim Diafa, il Ministro dell’Energia, Mohamed Arkab, e il Ministro dell’Industria, Ahmed Zeghdar.

La vista della città e del porto di Algeri

L’incontro comincio con un colloquio con il Presidente dell’Assemblea Popolare Nazionale Boughali, nel quale si sono state tracciate le linee di fondo del dialogo italo-algerino, a partire dal riconoscimento del ruolo storicamente svolto dall’Italia nel percorso di liberazione e fondazione dell’Algeria moderna.

Partendo dalla constatazione che il 2022 rappresenta un anno di eccellenza per le relazioni bilaterali, l’interlocutore algerino ha sottolineato la comunanza di visioni tra i due Paesi sui temi dell’Africa, dell’attenzione al Sahel e al Mediterraneo, dando risalto alle potenzialità dell’amicizia tra Italia ed Algeria per la individuazione di soluzioni condivise.

La delegazione italiana ha condiviso la necessità di dare ulteriore rilancio alle relazioni parlamentari bilaterali e di contribuire sui temi della sicurezza e della crisi energetica e alimentare. La delegazione italiana ha espresso l’auspicio affinché l’Algeria possa tornare presto ad essere il primo fornitore energetico per l’Italia e anche affinché un maggior numero di investitori italiani possano stabilirsi in Algeria, contribuendo ad incrementare i valori dell’interscambio e degli investimenti diretti.

Sui temi del Mediterraneo la delegazione italiana ha evidenziato la necessità di sviluppare una strategia integrata, che favorisca i processi di stabilizzazione e di democratizzazione, in particolare in Libano e in Tunisia, dove la crisi in atto rischia di compromettere i successi conseguiti in anni precedenti, anche in coordinamento con l’UE. È essenziale, inoltre, lavorare per lo sviluppo del continente africano tenendo conto che l’andamento dei flussi demografici non potrà essere gestito con la leva migratoria e che occorre superare la visione del Sahara come barriera, come pure cooperare strettamente nella lotta contro il terrorismo fondamentalista, ancora fortemente radicato nel Sahel.

La delegazione parlamentare italiana con il Presidente del Consiglio della Nazione Salah Goudjil (31/05/22)

Di particolare interesse il successivo colloquio con il Presidente del Consiglio della Nazione, Salah Goudjil, che ha aperto il confronto con i colleghi italiani a partire dal tema ambientale e della necessità di un approccio coeso rispetto alle problematiche del continente africano. Il presidente Goudjil ha subito sottolineato l’esigenza che la crisi libica trovi soluzione dando protagonismo al popolo libico, nel comune interesse di Algeria ed Italia, che su questo dossier sono gli unici Paesi della regione ad avere una visione davvero convergente. Il Presidente della Camera alta algerina ha dato particolare risalto al ruolo del suo Paese rispetto alla soluzione della crisi in Mali, evidenziando gli ostacoli che hanno caratterizzato il percorso di perfezionamento degli Accordi di Algeri, in base ai quali oggi il Mali è chiamato a scegliere i propri rappresentanti.

Di particolare spessore è sembrata l’analisi storica che il presidente Goudjil ha tratteggiato in merito alla questione del Sahara occidentale, a partire dai fatti del 1975, quando Marocco e Mauritania subentrarono alla Spagna nel controllo del territorio conteso. Il presidente algerino ha ricordato il conflitto tra Marocco e Mauritania per il controllo dell’allora Sahara spagnolo, conflitto concluso con la cessione di metà territorio del Sahara spagnolo alla Mauritania. Ha ricordato, altresì, come in quello stesso contesto Rabat propose anche alla Algeria una cessione di territori contesi, incontrando il diniego di Algeri che non volle divenire paese colonizzatore, avendo deciso di schierarsi in ogni contesto a favore del rispetto del principio dell’autodeterminazione dei popoli.

Passando al conflitto tra Russia ed Ucraina, il presidente Goudjil ha evidenziato che questo fatto storico cambierà per sempre i destini del mondo. In prospettiva futura il ruolo dell’Italia sarà, a suo avviso, cruciale tenendo conto della postura indipendente che ha caratterizzato l’Italia nel consesso delle nazioni occidentali e del supporto che l’Italia ha sempre assicurato, anche indirettamente, all’autodeterminazione dell’Algeria. Ricordando il ruolo di Roma nel processo di liberazione dell’Algeria dal controllo coloniale, il Presidente ha segnalato la conferenza che si terrà ad Algeri nel mese di novembre sulla questione palestinese e che coinvolgerà numerosi paesi arabi, chiamati ad un confronto partendo dalla proposta di pace elaborata dalla Lega araba a Beirut.

A tutte le sollecitazioni del presidente Goudjil la delegazione italiana ha reagito evidenziando la necessità di ridefinire il ruolo che la Federazione Russa potrà avere nel Mediterraneo dopo il conflitto con l’Ucraina, essendo oggi mutato anche il posizionamento degli Stati Uniti, ritornati ben presenti e partecipi nel Mediterraneo. In tale ottica destano certo preoccupazioni i destini della Libia, della Tunisia e dei Paesi della fascia subsahariana. Condividendo la massima del Presidente Goudjil per cui “governare significa prevenire”, il Presidente Fassino ha auspicato un rafforzamento degli strumenti della cooperazione parlamentare, secondo il modello che in sede europea si è venuto a consolidare con riferimento alla cooperazione coesa che oggi unisce Italia Germania, Francia e Spagna.

Le faglie tra Algeria, Marocco, Sahara Occidentale e Mauritania (Limes)

Centrale nell’agenda di incontri è stato il colloquio con il Ministro degli Affari Esteri e della Comunità Nazionale all’Estero, Ramtane Lamamra, che ha condotto innanzitutto un’analisi sullo stato della cooperazione nel Mediterraneo, oggi mare di competizione e di rivalità, dopo il fallimento dell’ambizioso progetto rappresentato dal Processo di Barcellona. Il ministro ha espresso il proprio rammarico a tal riguardo, ritenendo che oggi vi siano tutti gli ingredienti necessari per un rilancio della cooperazione regionale, per la quale è necessario lo sviluppo di una nuova leadership unitaria, tenendo conto che non tutti gli attori muovono nella stessa direzione e che Italia ed Algeria non possono nutrire speranze in un’evoluzione del quadro complessivo in una direzione di maggiore convergenza. L’Italia ed Algeria sono, infatti, Paesi uniti da rapporti di buon vicinato e da accordi di cooperazione e l’Algeria, in particolare, sta imboccando la strada delle riforme verso standard democratici più alti ed una prospettiva di pace interna duratura. 

Nell’analisi sulla situazione politica interna agli Stati del Maghreb, il Ministro Lamamra ha sottolineato che l’Algeria si caratterizza per una linea neutralista, di non interferenza, e in quanto tale, assai perplessa rispetto al contesto interno alla Libia, caratterizzato da una condizionante presenza di influenze straniere. L’Algeria in questa fase è particolarmente concentrata sull’integrità del Mali e per proteggere la regione dalle ripercussioni del conflitto russo ucraino. Certamente la presenza russa in Mali rappresenta un fatto nuovo ma se gli Accordi di Algeri trovassero piena attuazione tale presenza non sarà più necessaria. Una questione di fondo concerne la integrazione dei circa 26.000 combattenti che al momento si trovano sul territorio maliano, dove occorrerebbe a rigori un intervento internazionale di peace enforcing. Il Ministro Lamamra ha espresso, poi, cauto ottimismo per la situazione tunisina in ragione della profonda cultura politica che caratterizza il popolo tunisino, abituato da decenni alla partecipazione politica. Dubbi derivano semmai dalla adeguatezza dell’attuale regime parlamentare, anche alla luce del fatto che l’attuale capo di Stato tunisino gode di un sostegno popolare più ampio del previsto. Il Ministro e quindi passato alla questione del Sahara Occidentale esprimendo disappunto per le posizioni assunte di recente dal Parlamento europeo e sottolineando che l’Algeria non può divenire la buffer zone dell’Unione Europea nella gestione dei flussi migratori. Sul tema ha precisato che occorre tenere conto che i flussi di migranti che provengono da sud guardano con interesse al settore agricolo e al settore dell’edilizia e interessano decine di nazionalità, alcune anche anglofone, che chiedono integrazione. Di fronte a questo scenario è essenziale che l’UE cessi di porsi come fortezza e sappia invece creare condizioni di sviluppo. Dopo aver segnalato che all’Algeria basterebbero sei mesi per completare il percorso di riforme costituzionali, inclusa l’istituzione di una Corte costituzionale, il Ministro ha evidenziato che ideale sarebbe se l’Unione europea aiutasse paesi come l’Algeria a produrre secondo standard europei e ad esportare insieme le merci nel resto del continente. Interessante è stata anche la posizione da lui espressa sul rapporto con la Cina e sulla percezione presso l’opinione pubblica: il Ministro ha ribadito che per l’Algeria la lotta per l’indipendenza resta la chiave di lettura dei rapporti internazionali dell’Algeria e non può essere dimenticato che la Cina è il primo Paese ad avere riconosciuto il governo provvisorio algerino.

Il Ministero degli Esteri e della Comunità Nazionale all’Estero, guidato da Lamamra

Il successivo colloquio con il Ministro delle Micro-imprese, Nassim Diafa, ha permesso di registrare che il 70 per cento delle imprese algerine sono imprese giovanili. Per l’economia algerina i giovani rappresentano il plusvalore e sono strategici per l’economia nazionale. In tal senso le micro imprese, vale a dire le imprese che occupano fino a nove impiegati, rappresentano lo strumento principale per includere i giovani nel sistema economico. In tale ottica in Algeria sarebbero stati istituiti meccanismi di sostegno, accorpati nel neo istituito ministero delle micro-imprese, che, secondo il Ministro, avrebbero consentito la nascita di 1, 6 milioni di imprese, anche grazie al supporto dell’agenzia Anaf, secondo un piano nazionale costato 12 miliardi di dollari.

Di particolare interesse è stato anche il colloquio con il Ministro dell’Energia, Mohamed Arkab, protagonista degli accordi sottoscritti dai due governi per l’incremento della fornitura di gas algerino all’Italia. Il ministro ha segnalato l’avvio di nuovi versanti di collaborazione con l’ENI nel sud dell’Algeria. Ha descritto il progetto pilota concernente l’idrogeno e il fatto che l’Algeria ha realizzato il primo programma di sfruttamento di energie rinnovabili in partnership con l’italiana Terna. Nel sottolineare il rapporto di partenariato economico privilegiato che lega l’Algeria all’Italia, il Ministro ha espresso pessimismo sull’andamento dei prezzi mondiali del gas e del petrolio e profondo dissenso rispetto alla scelta di tassare i profitti delle imprese petrolifere, che in questo modo vedono frustrata la propria propensione agli investimenti.

Ha concluso il round di incontri con rappresentanti governativi il colloquio con il Ministro dell’industria, Ahmed Zeghdar, con cui sono state approfondite tematiche già affrontate nei precedenti colloqui con un focus particolare sull’esigenza di assicurare innovazione permanente, ricerca e sviluppo e formazione, quali fattori integrati per il pieno successo del sistema produttivo algerino. Centrale resta l’azione dello Stato nell’accompagnare le aziende verso i mercati internazionali, con il sostegno imprescindibile di investimenti nelle tecnologie digitali.

Francesco Berti

Francesco Berti

Deputato M5S Camera

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