Berti (M5S): Balneari, serve una riforma profonda. La posizione M5S

berti (m5s) attuale sistema concessorio indegno per un paese moderno

Ecco l’intervista rilasciata oggi ad “Avvenire” sul tema delle concessioni balneari
 
Qui il testo integrale 👇
 
Il partito più battagliero sull’annosa questione, mai risolta e tornata infuocata nelle ultime ore, delle concessioni balneari è il M5S. Interprete della sua linea è soprattutto il deputato Francesco Berti, capogruppo nella commissione Politiche Ue.
 
❓Qual è la vostra posizione?
 
Chiediamo che si rispetti una sentenza del Consiglio di Stato che parla di assegnazioni con bandi pubblici entro il 31 dicembre 2023. Dopo anni di latitanza della politica, è necessario che si regolamenti. È profondamente ingiusto che alcuni privati detengano le concessioni perpetuamente, è indegno per un Paese moderno.
 
❓E perché vanno messe a gara?
 
Con le gare, i giovani imprenditori avranno la possibilità di diventare concessionari, di gestire un pezzo di Demanio, senza dovere ereditare la concessione dal padre o dal nonno come in un sistema dinastico. L’attuale sistema è in opposizione a quello che prevede la nostra Costituzione in tema di beni pubblici. Dobbiamo ripartire dal principio di parità di accesso, di libertà d’impresa e di concorrenza. Inoltre, lo prevedono il diritto europeo e la sentenza del Consiglio di Stato. Ovviamente tutelando, nei limiti del diritto, le aspettative legittime dell’imprenditore uscente.
 
❓In che modo?
 
Chi ha fatto investimenti sarà tutelato e, nei limiti possibili, indennizzato. È importante che le imprese subentranti creino ricchezza per il territorio, offrano un servizio a prezzo accessibile, salvaguardino ambiente e livelli occupazionali. Ci saranno limiti per l’ingresso di imprese straniere, come ad esempio il numero di concessioni ottenibili.
 
❓Salvini accusa Gentiloni di un’invasione di campo.
 
Per mera propaganda Salvini sta portando al massacro l’intero settore. Soffre la concorrenza di Fratelli d’Italia, che sul tema ha una ricetta fantastica: 99 anni di concessione. Questo significherebbe trasformare le nostre spiagge di fatto in proprietà privata: feudi a disposizione di chi paga di più o di chi ha ereditato (che ripeto, è contro la Costituzione), prima che contro il diritto europeo.
 
❓Quanto prevedete che si possa recuperare con un diverso regime?
 
Attualmente il settore vale tra i 15 e 17 miliardi e lo Stato incassa 80 milioni, appena lo 0,5%. Il punto non è fare cassa sulle spiagge, il punto è garantire libertà di accesso per i futuri giovani imprenditori e abbassare il costo del servizio. Come può una famiglia pagare svariate migliaia di euro per un abbonamento stagionale? Va bene fare impresa sulla gestione del demanio, ma non bisogna esagerare. E, soprattutto, una regolazione del settore abbasserà il costo del servizio, che è alto rispetto a Francia, Spagna e Grecia.
 
❓Quanto rischia il governo?
 
È un vero e proprio test per la capacità riformatrice del governo e, in generale, del Paese: bisogna fare un salto di qualità e dimostrare di tutelare l’interesse dei giovani e dei consumatori, non soltanto di chi oggi gode dell’attuale sistema concessorio.
Francesco Berti

Francesco Berti

Deputato M5S Camera

Condividi
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su email
Email