MILANOFINANZA: Berti (M5s) “Concessioni, l’M5S chiama il tavolo per varare la riforma”

Qui trovate la mia intervista su MF-Milano Finanza sul tema della direttiva bolkenstein e concessioni balneari 👇 Il MoVimento 5 Stelle Stelle lancia un tavolo di confronto tra le forze politiche per mettere ordine al sistema degli stabilimenti. La decisione del Consiglio di Stato di cassare la proroga automatica al 2033 delle concessioni balneari ponendo come limite massimo la fine del 2023 «è un’opportunità», spiega a MF-Milano il deputato pentastellato Francesco Berti, componente delle commissioni Affari europei ed Esteri «anche tra i partiti si è fatta strada l’idea che occorra intervenire. In linea con quanto stabilito dalla giustizia amministrativa e dalla direttiva Bolkestein, in base alla quale l’assegnazione delle concessioni (non solo quelle balneari) richiede una procedura competitiva pubblica, proposte come quella di rinnovare le concessioni per 99 anni non sono più possibili».  E anche l’idea, accarezzata da alcuni, di prorogare tutto al 2033 sembra ormai superata dagli eventi. Il primo passo sarà fare chiarezza e garantire trasparenza sulle concessioni, i canoni, i metri quadri. Con la legge annuale per la concorrenza il governo ha deciso la strada della mappatura. «Benché non siamo mancate le voci critiche che ritengono la posizione del governo un tentennamento, è stata decisa un’operazione trasparenza», aggiunge Berti, «Tra le Regioni soltanto in poche, tra queste il Lazio, hanno infatti un albo delle concessioni».  La riforma ha tempistiche ben precise. Dopo la pronuncia del Consiglio di Stato il governo avrà due anni e due mesi di tempo per organizzare le gare per l’assegnazione delle concessioni balneari, dal 1° gennaio 2024, infatti anche in assenza di una riforma legislativa, sarà fatta tabula rasa. «Anche i giovani devono avere il diritto a poter diventare concessionari, senza doverla ereditare dal padre o dal nonno. Un sistema come questo è infatti il contrario della liberalizzazione. Dobbiamo partire dal principio che le spiagge, in quando beni demaniali sono beni pubblici», aggiunge ancora l’esponente 5 Stelle.  La sentenza del Consiglio di Stato dovrà fare da cornice agli interventi, spiega ancora Berti. Ciò vuol dire anche prevedere soluzioni per i concessionari che hanno fatto investimenti. «I dati, però dicono anche che a fronte canoni, in molti casi, davvero bassi e introiti per le casse dello Stato che dovrebbero essere di 105 milioni di euro all’anno, di milioni ne vengono versati appena 80», ricorda il deputato pentastellato, «Ecco quel 25% circa che non paga dovrà essere escluso dalle gare».

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