IL MIO IMPEGNO PER Piazza Garibaldi

Come sapete uno dei miei obiettivi del mio mandato è occuparmi di sicurezza e rendere le nostre città più sicure da vivere. Ho segnalato, con una lettera al capo della Polizia Gabrielli, la questione della sicurezza di Piazza Garibaldi di Livorno, che è rappresentativa del degrado che purtroppo molti italiani vivono nelle proprie città. Ringrazio Il Tirreno e Tommaso Silvi per l’intervista
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𝐈𝐥 𝐝𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝟓 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐡𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐥𝐢
«Il Ministero è pronto finanziare la riqualificazione, ma serve un progetto serio, Roma può aiutare Livorno»
Il Ministero è pronto ad aiutare Livorno. Da Roma potrebbero arrivare i soldi per finanziare un progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi. Per eliminare il degrado.
«Quella zona della città è diventata pericolosa, soprattutto la sera. C’è da avere paura a passarci. Spaccio e violenza in piazza Garibaldi sono all’ordine del giorno. Serve subito un cambiamento. E lo Stato può dare una mano a Livorno. Sono disposto a prendermi in carico la questione. La politica non c’entra, sto ragionando da cittadino».
A parlare è Francesco Berti, 29 anni, nato e cresciuto nel quartiere Sorgenti, dal marzo 2018 tra i banchi della Camera dei Deputati con il Movimento 5 Stelle.
𝐋𝐞𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐥𝐢, 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐡𝐚 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐢𝐛𝐚𝐥𝐝𝐢.
«Si, è vero. L’ho fatto per aiutare il prefetto e il questore di Livorno. Ho chiesto un sostegno concreto. Piazza Garibaldi è un caso locale, ma la stessa dinamica è riscontrabile a livello nazionale. Dobbiamo guardare la realtà. C’è un problema e va risolto. E se non viene risolto, i casi sono due: o le forze di pubblica sicurezza non hanno abbastanza uomini, oppure si sottovaluta la criticità».
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞𝐢, 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐢𝐛𝐚𝐥𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢, 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐫𝐨𝐠𝐚?
«Non è difficile capire come mai siamo arrivati a questa situazione. Le cause, a mio avviso, sono parecchie. Livorno negli ultimi anni è stata protagonista di un declino evidente. Le risorse dell’amministrazione sono state tagliate dalla politica di austerity del governo centrale, i casi di povertà in città sono aumentati, la gestione dell’immigrazione in molti casi è rivedibile, e poi in piazza Garibaldi ci sono auto parcheggiate ovunque, e non è una cosa da poco. Tra le auto si nascondono gli spacciatori, lo sanno tutti».
𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐢𝐛𝐚𝐥𝐝𝐢 𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐨𝐫𝐧𝐞𝐬𝐢?
«Prima di tutto è necessario abbattere le baracchine della piazza che non sono assegnate. E poi servono controlli mirati sugli affitti delle abitazioni attorno a piazza Garibaldi. Quante persone vivono in ogni appartamento? A che titolo? Cosa fanno nella vita? C’è bisogno di un profondo progetto di riqualificazione, che inizia da un’intensa attività delle forze dell’ordine, e che passa dal miglioramento dell’arredo urbano, senza dimenticare di monitorare con attenzione l’attività dei minimarket».
𝐋’𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨, 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐢𝐛𝐚𝐥𝐝𝐢?
«Salvetti ci ha messo la faccia. Ha fatto anche alcuni incontri coi cittadini, ma non è cambiato molto. Non ci si può nascondere dietro al discorso delle “destre”. La rabbia della gente esiste davvero, e se è vero che non deve essere cavalcata, è altrettanto vero che non deve essere neppure sottovalutata».
𝐋𝐞𝐢 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐃’𝐀𝐭𝐭𝐢𝐥𝐢𝐨, 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐒𝐮𝐫𝐚𝐜𝐢. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐡𝐚 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨?
«Che servono interventi, e che servono subito. Non c’è più tempo. Io non voglio insegnare il lavoro agli altri, ci mancherebbe, ho pieno rispetto delle istituzioni. Però ho l’impressione che Comune, prefettura e questura giochino un po’ a scaricarsi le colpe l’uno sull’altro. La mia non è un’accusa, ma una sensazione. Se insieme dessero vita a un progetto profondo di riqualificazione della piazza, condiviso e di ampie vedute, il Ministero potrebbe trovare le risorse per finanziarlo. Sono convinto che c’è la massima disponibilità ad aiutare Livorno. Nelle prossime settimane arriverà in città anche il viceministro dell’Interno, Vito Crimi ».
𝐋𝐢𝐯𝐨𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞, 𝐢𝐧𝐧𝐚𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨. 𝐔𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨?
«Per chi fa politica, amministrare la terra in cui è nato è senza dubbio un sogno nel cassetto, e lo è anche per me. Ma ora voglio pensare alla mia attività parlamentare. Mettermi a disposizione di Livorno, cercando di fare il massimo per i miei concittadini».
Francesco Berti

Francesco Berti

Portavoce M5S Camera

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