accesso agli atti della pa: un diritto di tutti

Per i parlamentari si all’accesso agli atti della PA. Un principio essenziale a tutela del cittadino.

Oggi vorrei parlarvi di un tema importante e che interessa direttamente la vita di ciascuno di noi: il diritto di accesso agli atti della Pubblica Amministrazione. La novità è che il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per l’Abruzzo, in una recente sentenza purtroppo passata quasi totalmente inosservata (qui il testo), ha sancito il diritto di ogni parlamentare ad avere accesso ad atti e documenti riguardanti servizi pubblici in virtù della funzione istituzionale e democratica che ricopre. 

Ma andiamo con ordine… Il tutto nasce da un ricorso presentato, dal collega del MoVimento 5 Stelle Fabio Berardini, a cui era stata parzialmente negata la richiesta di accesso ad alcuni documenti di una S.p.a. incaricata di gestire un servizio pubblico. Nella sentenza i giudici amministrativi, pur dichiarando irricevibile parte del ricorso, hanno riconosciuto il diritto di un parlamentare ad avere accesso ad atti e documenti relativi a servizi pubblici che «siano direttamente o indirettamente collegati o collegabili alla sua funzione». Nel caso specifico la richiesta era stata motivata dalla necessità di poter svolgere la propria funzione di Parlamentare. Per poter adempiere ai compiti di Portavoce è per noi fondamentale avere accesso agli atti delle PA. Lo è per noi così come per tutti i rappresentanti dei cittadini indipendentemente dal livello in cui sono eletti.  

La sentenza del TAR abruzzese è particolarmente importante perché ribalta l’orientamento della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, istituita nel 1991 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo la quale il ruolo di parlamentare non legittima il diritto di accesso ai documenti della PA. Nel rigettare questa interpretazione i giudici del TAR sottolineano, al contrario, che il diritto del parlamentare ad avere accesso agli atti gli sia riconosciuto quando questi ne faccia richiesta non per “un singolare interesse personale” ma “per l’esercizio delle sue funzioni di rappresentante della generalità dei cittadini”. Si tratta di un precedente importante perché fa derivare il diritto dei parlamentari all’accesso agli atti della PA proprio dalla funzione di rappresentanza che a loro è assegnata dalla Costituzione (Art. 67). 

Il diritto di accesso agli atti della PA non riguarda però i soli parlamentari ma tutti i cittadini. L’istituto dell’accesso civico generalizzato, il cosiddetto FOIA (Freedom of Information Act) è stato introdotto in Italia nel 2016 e garantisce a chiunque il diritto di accedere a dati e documenti in possesso della PA se non vi è il pericolo di compromettere alcuni interessi pubblici o privati. Si tratta di un istituto da tutelare e rendere sempre più effettivo perché la trasparenza delle pubbliche amministrazioni è un elemento chiave della nostra democrazia oltre che un diritto di tutti i cittadini. 

Francesco Berti

Francesco Berti

Portavoce M5S Camera

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