il governo potrebbe discutere giovedì
la questione delle ecoballe 

Secondo quanto riportatomi da Riccardo Fraccaro, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, la questione ecoballe dovrebbe essere discussa durante la prossima seduta del Consiglio dei Ministri in programma per giovedì prossimo. Non c’è più tempo da perdere ed occorre superare lo stallo burocratico che ha impedito il recupero delle circa 45 tonnellate di rifiuti plastici che ancora oggi, a distanza di oltre cinque anni dal loro sversamento, giacciono sui fondali del golfo di Follonica, fra la costa toscana e l’isola d’Elba. L’obiettivo è la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale che consenta di nominare un Commissario con poteri di deroga per programmare e realizzare in tempi brevi le operazioni di recupero. 

Dobbiamo disinnescare una vera e propria bomba ecologica che può causare un gravissimo danno all’ecosistema marino di una zona che fa parte sia dell’Area Marina Protetta del santuario internazionale dei cetacei “Pelagos” sia del “Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano”. Non possiamo però dimenticarci di quei pescatori che, nel corso degli anni, hanno ripescato alcune delle ecoballe, riportandole a terra e contribuendo a ridurre il rischio ecologico. Questi pescatori non sono mai stati indennizzati nonostante le diverse ore di lavoro perse e i danni che, in diversi casi, le loro imbarcazioni hanno subito durante le operazioni di recupero. Le ecoballe rappresentano anche un pericolo per l’economia della zona di cui la pesca e soprattutto il turismo rappresentano settori che sarebbero duramente colpiti dal disastro ecologico. 

Sto seguendo con attenzione l’evolversi della vicenda e anche nei prossimi giorni manterrò i contatti con Angelo Borrelli, Capo della Protezione Civile, che già in passato ha mostrato grande attenzione per la provincia di Livorno e che sta seguendo in prima persona il dossier. Se adesso il principale obiettivo è occuparci del recupero non possiamo però dimenticare due importanti aspetti su cui occorre fare chiarezza. Entrambe sono state sollevati con grande chiarezza dal prezioso rapporto realizzato da Greenpeace e intitolato “Un santuario di balle”. La prima riguarda la polizza fideiussoria che, così come prevede la legge, era stata rilasciata per coprire i danni che avrebbero potuto essere causati dal trasporto del carico di rifiuti di cui le ecoballe facevano parte. Una fideiussione svincolata e dunque restituita dal Presidente della Regione Enrico Rossi nonostante un grave danno ambientale si fosse effettivamente verificato. La fideiussione, che copriva il trasporto dei rifiuti dal prelevamento allo smaltimento degli stessi, era di circa 3 milioni di euro: un importo che avrebbe potuto coprire per intero i costi di recupero. Occorrerà dunque fare chiarezza sul perché la somma sia così superficialmente restituita. La seconda questione riguarda l’individuazione di tutte le ecoballe. Sappiamo infatti che a causa di un’avaria il comandante della motonave “IVY” diede l’ordine di sversare 56 delle ecoballe collocate sul ponte dell’imbarcazione. Durante le diverse operazioni di ricerca e localizzazione delle stesse non sono mai state rintracciate tutte le 56 ecoballe. Grazie a delle indagini condotte analizzando l’intero tragitto della nave Greenpeace ipotizza che le ecoballe potrebbero essere state sversate in altri punti e suggerisce quindi di allargare l’area di ricerca. Sarà dunque essenziale verificare quante ecoballe verranno ripescate al largo dell’Isola d’Elba per scongiurare il pericolo che ve ne siano altre che rimangano sui fondali. 

Si tratta di due temi che adesso vengono messi in secondo piano, data la priorità assegnata al recupero dei rifiuti, ma che in futuro non potremmo non approfondire perché l’emergenza finirà solo quando sui fondali marini non rimarrà più nulla di quel carico nocivo e quando finalmente sulla vicenda si sarà fatta chiarezza.

Francesco Berti

Francesco Berti

Portavoce M5S Camera

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