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Le 6 cose da sapere sul MES

Ieri l’Eurogruppo ha trovato l’accordo su una serie di misure per combattere la crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus. Come tutte le cose tecniche e complesse si presta alle speculazioni di chi vive di fake news, Lega e Fratelli d’Italia in testa. Per questo ho deciso di mettere in fila queste Faq e vedere di fare un po’ di chiarezza.

Partiamo dal documento integrale approvato ieri – lo trovate qui (per ora solo in inglese).

 

È stato approvato il Mes?

No, è stato deciso che tra le “armi” a disposizione dei Paesi dell’Unione ci sono dieci strumenti,  tracui anche il Mes.

 

Ma cos’è il Mes?

È il Meccanismo europeo di Stabilità. Di fatto un fondo finanziato da ciascun membro Ue – l’Italia è il terzo più grande finanziatore con il 17 ,79% – che può essere attivato per scongiurare il default di un Paese. Per accedervi, ogni Paese che ne fa richiesta deve sottostare a regole molto stringenti. Per questo, lo strumento del Mes è ritenuto inadatto per governare la crisi attuale sia dal Movimento 5 stelle che si è sempre opposto, sia da numerosi economisti.

 

Allora perché lo abbiamo approvato?

Non lo abbiamo approvato. I ministri delle finanze dei Paesi dell’Unione hanno proposto un documento che dovrà essere approvato dal Consiglio europeo, ovvero dai presidenti del Consiglio. Se dovesse passare, questi strumenti entrerebbero nella disponibilità dei paesi che potrebbero decidere, di volta in volta, se attivarli o meno.
Pensate a una sacca da golf. Ciascun giocatore ne ha un massimo di 14 in ogni partita. Ma è lui che decide quale ferro utilizzare e in quale situazione, nessuno gli impone di utilizzarle tutte. Stessa cosa per il Mes. Se non vuoi attivarlo, non lo fai. E l’Italia non lo farà.

 

Però da oggi il Mes è tra gli strumenti a disposizione dell’Unione, perché acconsentire se siamo contrari?

In realtà il Mes c’è dal 2011 e fu firmato dal governo Berlusconi – Lega – Meloni. Ieri è stato approvato un testo modificato che consente lo sblocco di fondi speciali, con garanzie ridotte, per le spese sanitarie legate al Covid – 19.

 

Ma quali sono le altre misure che abbiamo ora “nella sacca da golf”?

    1. Meno burocrazia: sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, disciplina degli aiuti di stato e di acquisto di beni per l’emergenza.
    2. Fondi strutturali: Uso dei 37 miliardi avanzati dai fondi europei per la coesione territoriale.
    3. Politica monetaria: 750 miliardi di acquisto straordinario di asset tramite il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), misura straordinaria della Banca Centrale Europea per supportare la liquidità.
    4. Stabilità finanziaria: Modifica dei requisiti finanziari richiesti dalle autorità di vigilanza alle autorità finanziarie (es. raccomandazione banche stop dividendi). Stimati 30 miliardi di liquidità aggiuntiva in Italia.
    5. Supporto emergenziale: Rinforzi al sistema sanitario (Emergency Support Instrument), 2,7 miliardi.
    6. Banca Europea degli Investimenti (BEI): Fondo europeo di garanzia e prestiti a tutela delle imprese, valore 25 miliardi che può supportare 200 miliardi di finanziamenti.
    7. SURE: Significa Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, cioè Supporto per ridurre il rischio di disoccupazione in emergenza, misure a difesa del lavoro e dell’occupazione-100 miliardi.
    8. Recovery Fund – Roadmap for Recovery: Strumento per preparare l’economia UE alla ripartenza, è la richiesta dei paesi del Sud di Eurobond, lo sviluppo è rimesso al Consiglio europeo.
    9. Piano Finanziario Pluriennale: Multiannual financial framework, strumento standard finanziario pluriannuale dell’Unione europea.

 

Allora non c’è nulla da temere?

No, niente panico. La paura è lo strumento preferito da chi vuole terrorizzarti per poi poterti manipolare con mezze verità e false informazioni. Anche di questi periodi la propaganda è lo strumento preferito della cattiva politica. 
Dobbiamo informarci da fonti affidabili, seguire gli eventi e, se pensi che Giuseppe Conte e il Governo stiano gestendo bene la crisi, avere fiducia che l’Italia si farà sentire forte e chiara a Bruxelles.

Francesco Berti

Francesco Berti

Portavoce M5S Camera

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