Le polemiche non aiutano a sconfiggere il virus.
Le risorse al Servizio Sanitario Nazionale si.

Sbagliata ed inutile. Sono le prime parole che mi vengono in mente per descrivere la polemica condotta dal gruppo politico Fratelli d’Italia (FdI) sul credito che recentemente il nostro paese ha dato alla Tunisia. I Deputati di FdI hanno presentato ieri, nel corso del Question Time alla Camera, un’interrogazione rivolta al Ministro degli Esteri Di Maio sostenendo argomenti che sanno essere falsi.

Andiamo con ordine. Innanzitutto facciamo chiarezza sul credito che il nostro paese ha dato alla Tunisia. Perché non si tratta di un dono o di un regalo, ma di un credito di aiuto che il nostro paese ha dato alla Banca Centrale tunisina. Un credito di 50 milioni di euro per il sostegno a investimenti nel settore agricolo e a forme di economia sociale e solidale in un paese in cui operano molte imprese italiane e che indirettamente beneficeranno di questi fondi. Questo credito era previsti da un accordo che Italia e Tunisia hanno sottoscritto nel lontano 2017. Il contratto di finanziamento e l’accordo intergovernativo sono stati poi firmati nel marzo 2019 e quei fondi sono diventati obblighi internazionali, non ricollegabili in alcun modo all’emergenza Covid-19.

Quando i Deputati di Fratelli d’Italia dicono che, in un momento di difficoltà, il governo aiuta la Tunisia invece che aiutare gli italiani mentono due volte perché dovrebbero sapere che con il Decreto Cura Italia sono state messi campo una serie di strumenti e risorse per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mettendolo nelle condizioni di poter affrontare efficacemente l’emergenza.  Il Ministro Speranza lo ha ribadito proprio ieri citando alcuni dati che mostrano lo sforzo che il nostro SSN, sostenuto dagli sforzi del Governo, ha messo in campo per far fonte al Coronavirus. In meno di un mese i posti letto in terapia intensiva sono aumentati del 75% (passando da 5.395 a 9.081) e quelli nei reparti di pneumologia e malattie infettive hanno visto un incremento del 405% (da 6.525 a 26.424). Oltre al finanziamento per la creazione di nuovi posti letto il Governo ha stanziato 250 milioni per la retribuzione degli straordinari del personale sanitario, 100 milioni per permettere di richiamare in servizio medici infermieri e sono state garantite le coperture per l’assunzione 20 mila unità aggiuntive per il SSN. Già 12 mila nuovi contratti sono stati firmati e in questi giorni molti altri stanno per essere sottoscritti. Con specifiche misure inserite nel Cura Italia è stato dato il via libera al reclutamento di nuovo personale medico militare e l’INAL potrà assumere 200 medici specialisti e 100 infermieri. Alle Regioni è stata garantita la possibilità di creare ed attivare nuove aree sanitarie temporanee anche attraverso la rapida realizzazione di opere edilizie. Insieme al potenziamento della rete di assistenza territoriale e ai nuovi stanziamenti garantiti all’Istituto Superiore di Sanità (4 milioni all’anno per il triennio 2020-2022) è stato introdotto il principio della laurea abilitante che ha già permesso e permetterà di assumere subito, dopo il tirocinio finale e senza l’esame di abilitazione, centinaia di giovani specializzanti laureati in medicina e chirurgia.

L’introduzione di queste misure dimostra che il governo ha cercato di mettere in campo, nel più breve tempo possibile, un ampio ventaglio di misure con il solo scopo di sostenere e rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale nel contrasto al Covid-19. Molto resta ancora da fare ed anche per questo le polemiche insensate non sono né utili né produttive. Questa emergenza riguarda tutti noi ed è compito della politica, pur nella differenza di posizioni e opinioni anche personali, trovare e garantire delle soluzioni rapide. Guardare alla Tunisia crea solo caos e di certo non aiuta a sconfiggere il virus. 

Francesco Berti

Francesco Berti

Portavoce M5S Camera

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