Reddito di emergenza: nessuno deve rimanere indietro

Nessuno dovrà essere lasciato solo o indietro. Questo è e continuerà ad essere il nostro principale obiettivo nel far fronte alle conseguenze economiche e sociali dovute all’emergenza Covid-19. A differenza di altri governi abbiamo messo la salute dei cittadini al primo posto. A abbiamo chiesto loro importanti sacrifici, necessari però a contenere il contagio. Accanto all’emergenza sanitaria stiamo affrontando quella economica e sociale. La priorità sarà evitare che la crisi contribuisca a creare o ad approfondire le disuguaglianze tra i cittadini. Questo è l’unico modo per proteggere e rafforzare la coesione sociale nel nostro paese. Come sottolineato nel documento di proposte presentato dal gruppo di lavoro formato anche dal Forum Disuguaglianze e Diversità e dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile due devono essere i nostri obiettivi. Innanzitutto occorre “curare l’Italia di oggi” ma nel farlo dobbiamo anche essere lungimiranti, e pensare alla nostra situazione di domani perché le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Coronavirus purtroppo non spariranno nel momento in cui il numero dei contagi si sarà ridotto a zero.


Obiettivo N° 1: non lasciare indietro nessuno continuando a costruire una vera e propria diga contro l’impoverimento di persone e famiglie. Da qui la proposta di introdurre un Reddito di emergenza (Rem) per tutte quelle persone che oggi non ricevono ancora una forma di sostegno al reddito. Per la creazione di questo strumento innovativo, mai realizzato nel nostro paese, servono circa 3 miliardi di euro che siamo pronti a stanziare introducendo, allo stesso tempo, procedure semplificate che consentano di erogare Rem nel più breve tempo possibile. Un obiettivo che oggi possiamo raggiungere utilizzando parte della procedura già messa in atto per l’erogazione del Reddito di Cittadinanza (RdC). L’esperienza maturata con la creazione e l’implementazione del RdC ci permetterà infatti di poter intervenire oggi con maggiore efficacia e velocità. Proprio il RdC, di cui già beneficiano 2,5 milioni di persone, si sta rivelando, soprattutto in questo momento, un aiuto fondamentale per milioni di famiglie ed è nostra intenzione realizzare delle modifiche per consentire a più persone di averne accesso.


Obiettivo N° 2: garantire a tutti una protezione significa però dare a ogni persona una risposta in base alle proprie necessità. A esigenze diverse dobbiamo garantire risposte diverse. Proprio per questa ragione abbiamo utilizzato o introdotto più strumenti. Qui ne vorrei citare due: la cassa integrazione e le misure per i lavoratori autonomi e le partire Iva. Dei 25 miliardi complessivi stanziati dal Decreto Cura Italia di marzo, 11 erano interamente destinati alle misure sul lavoro. Abbiamo esteso la cassa integrazione in deroga all’intero territorio nazionale e a tutti i dipendenti di ogni settore produttivo compresi quelli appena assunti. Attraverso procedure semplificate la potranno richiedere tutte le aziende, anche quelle con un solo dipendente, che sospendono o riducono la produzione a causa dell’emergenza Covid-19. Grazie ad un accordo raggiunto ieri tra il Ministero del Lavoro, l’ABI e le parti sociali, i lavoratori potranno richiedere alle banche, già entro Pasqua, un anticipo dell’assegno fino a un importo di 1.400 euro. Con il Decreto Cura Italia abbiamo anche introdotto un bonus di 600 euro, per il mese di marzo, da destinare a 5 milioni e mezzo di lavoratori autonomi, partite Iva, collaboratori, stagionali, artigiani, commercianti, agricoli e lavoratori dello spettacolo. Adeso lavoriamo per aumentare l’importo di questo contributo e per estenderlo anche al mese di aprile. Intanto, da oggi, è possibile farne richiesta collegandosi al sito dell’Inps, utilizzando una procedura telematica semplificata. Il decreto Cura Italia di marzo rappresenta però solo il primo passo e il Governo è al lavoro per preparare un nuovo decreto con le risorse per il mese di aprile.


Come ci ricorda il documento presentato dal Forum Disuguaglianze e Diversità la crisi economica che deriva dall’emergenza Covid-19 è diversa da quella che il nostro paese si trovò ad affrontare nel 2008. Pensiamo ad esempio a quelle attività economiche che oggi sono le più colpite come il commercio al dettaglio, i servizi alla persona, quelli di trasporto, il turismo o la ristorazione. Pensiamo anche a quanto, rispetto al 2008, sia drammaticamente cresciuto il lavoro precario, anche per colpa di politiche sbagliate che solo recentemente abbiamo iniziato a correggere. Superare questa crisi è possibile e lo faremo con due grandi obiettivi: evitare la crescita delle disuguaglianze e sostenere tutto il tessuto produttivo italiano ed in particolare PMI e start-up paese. Ma soprattutto lo faremo affermando, ancora una volta, che un nuovo modello di welfare è possibile. Un modello in cui nessuno viene lasciando solo o indietro. Ieri e domani con il Reddito di Cittadinanza oggi con il Reddito di Emergenza.

Francesco Berti

Francesco Berti

Portavoce M5S Camera

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